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24 febbraio 2007
DUE SCIAGURATI E TRE POTERI FORTI

“Due sciagurati”  come  definire i due senatori che hanno contribuito alla messa in minoranza del governo Prodi. L’Intero sistema dei  media si sta  soffermando, analizzando e sminuzzando, le vite e le storie di questi due “purissimi” di sinistra che, nei fatti, hanno rischiato di rimettere il Paese nelle mani delle destre di Berlusconi e compagnia.

E tuttavia questa crisi presenta aspetti ben più inquietanti e profondi oltre alla dabbenaggine e ottusità di due  personaggi che, in spregio al mandato elettorale con cui sono eletti in Parlamento, hanno contribuito a provocare questo gran putiferio.

Al Senato i numeri sono  da sempre barcollanti grazie ad una legge elettorale costruita a posta (“una porcata” disse il benemerito Calderoli) per creare il massimo di difficoltà al probabile vincitore. In Senato da tempo tal De Gregorio si è staccato dall’Italia dei Valori per mettersi in proprio, votando a seconda dei momenti un po’ di qua e un po’ di là. Sergio De Gregorio, presidente della Commissione difesa del Senato, non fa mistero dei suoi ottimi rapporti con il mondo dei servizi segreti.

Nel voto di mercoledì scorso vanno ricordati altri tre “no” eccellenti. Quelli di tre senatori a vita che, per definizione, non sono legati al mandato popolare, ma che rappresentano plasticamente tre grandi poteri contro cui questo governo è venuto a cozzare proprio grazie all’azione della sinistra e dei comunisti: Cossiga, Andreotti e Pininfarina. Tre nomi che parlano da soli: l’atlantista ad oltranza,l’uomo del Vaticano e quello di Confindustria. Tre fronti aperti contemporaneamente su cui il governo Prodi ha ingaggiato un confronto serrato. Pensiamo alla politica estera di Massimo D’Alema: ritiro delle truppe dall’Iraq, posizione critica verso Israele e difesa dei diritti dei palestinesi, dialogo con il mondo arabo a tutto campo. Cosa poteva essere più indigesto per Washington?

Sul fronte Vaticano le ultime settimane sono state micidiali. Papa Benedetto XVI è sceso direttamente in campo per fronteggiare l’intesa positiva che la maggioranza aveva trovato, a fatica, sulle convivenze.

Infine Confindustria. Gli industriali hanno ricevuto molto da questo governo sotto forma di incentivi e riduzione fiscale, ma la strategia dei poteri forti della finanza e dei grandi gruppi industriale è quella di espellere la sinistra dal governo, espellere quella componente che si sta impegnando sulle pensioni, sui salari e contro al flessibilità selvaggia. Basti vedere il risultato del Pdci in merito alla lotta contro il lavoro  precario.

Tre poteri enormi che  hanno trovato il modo di far sentire il loro peso, cogliendo al volo l’occasione offerta dai due “sciagurati”.

Adesso occorre ripartire.  E occorre ripartire sempre dal governo Prodi che, in questo quadro, rappresenta il quadro politico più avanzato all’interno del quale  la sinistra che vuole cambiare il paese (la sinistra di classe) può far  valere le sue ragioni.

Gianni Montesano




permalink | inviato da il 24/2/2007 alle 17:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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