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13 dicembre 2006
IL PLAYMOBIL ANDY RONCHI: L’IDIOTA DEL MOMENTO


Ormai si sa. AN è un partito che ha voluto e ottenuto l’entrata nell’arco democratico. Nel ’94 dopo Fiuggi, Fini ha fatto “La Svolta”, così come il PCI nel ’91. Ma la comunanza non finisce qui. Ora che il PCI-PDS-DS sta mettendo in discussione persino la neovocazione socialista, e medita di ispirarsi anche a un centrismo, entrare magari nel PPE, e magari rinunciare anche al welfare, e magari… AN compie un percorso speculare e simmetrico.

Partiti 60 anni fa come neofascisti, via via si sono dati una calmata, gli “estremi” hanno fatto qualche stragetta negli anni plumbei, ma “la base” ha avviato fin da allora con la figura ambigua di Almirante, una moderatezza che ha permesso allo stesso o a Nichelini, e infine a Gianfranco nostro di mantenere la segreteria (eccetto le parentesi Rautiane). Ora, dico io. Al bipolarismo non ci siamo abituati, è palese anche in questi giorni di “voglia neocentrista”.

MA CHE UN EX PARTITO NEOFASCISTA, POI DIVENTATO DI DESTRA, ORA VOGLIA DIVENTARE DI CENTRO ED ENTRARE NEL PPE VI SEMBRA NORMALE? Ce lo vedete Tremaglia a fianco di Luca Volontà o altre mezzeseghe tipo Bordon? Li condisce con aglio e sale, e se li mangia in onore di quegli antichi valori di Salò che la gioventù ormai ignora. Ma non ci sono solo repubblichini nel partito. La svolta centrista di AN ha dei volti. E che volti!

Gasparri usa il cervello moderatamente, e cerca di non consumarlo. Ci riesce bene.

Nania parla sotto prozac.

Landolfi è un pupazzetto.

La Russa è un pagliaccio.

La Santanchè è veramente una gran… statista, grande cervello. Vuoto.

E chi altro rimane? I colonnelli. Ah, che bella parola i colonnelli. Mi ricorda la Grecia, i golpi, Valerio Borghese, il sudamerica, ma loro no, sono democratici e pluralisti. E vediamoli questi colonnelli, questi che Bocca chiama “fascisti in doppiopetto” : Fini, Alemanno, Storace. Magari loro sembrano un po più di destra, più virili, più patrioti, anche se sempre con la consueta moderatezza, apertura al dialogo, per il bene del paese. Epperò… epperò… chi scelgono come portavoce?

 

Andrea Ronchi. Andy proviene dalla democrazia cristiana. Andy è di vocazione moderata, e il phisique du ròle non lo aiuta ad essere uomo di destra : un playmobil con due occhi azzurrissimi. La base, i nostalgici in particolare, capiranno la svolta laica dell’ultracoerente Fini e la scelta di un portavoce così timorato?

Intanto il partito lo manda a commentare in tv nelle varie trasmissioni, e lui riesce nell’ammirevole compito di non esprimere mai nulla di rilevante o tangibile (su Vannino Chiti o altri portavoce, ci sarà tempo per idiotarli... perché non sono meglio), salvo ogni tanto sprangare Prodi, ma quello lo fanno tutti ormai, dal salumiere sotto casa fino al Vaticano. Come si commenta il vuoto pneumatico? Avevo dei dubbi che Playmobil meritasse un “idiota”, proprio perché è davvero difficile districarsi tra le tante dichiarazioni inutili, che il nostro decanta tra la noia, sua e nostra. E mi viene da pensare che la scelta di un portavoce (mestiere proprio di un addetto stampa piuttosto che di un politico) serva a portare voti, o a distribuire favori (Ronchi è un finiano convinto), ma a volte sia un azzardo, specie quando un partito schiera Bonaiuti, Chiti, Ritanna tutta panna, affidando la sua stessa immagine a persone anonime e senza appeal; non a caso Silvio che la sa lunga aveva messo la Gardini e la Carlucci, due discrete gnocche (e questo ben dispone il pubblico) seppure brave nemmeno a recitare o presentare, figuriamoci a fare politica. Mah!

Tornando a Playmobil, ai tempi delle Gallianate era famoso (o qualcosa del genere) per aver presentato una proposta di legge (bocciata) come primo firmatario, per il ritorno alla vendita collettiva dei diritti tv delle partite di calcio, ma nessuno se lo ricorda. Ora Playmobil imperversa in ogni salotto possibile.

Viene invitato sistematicamente a Matrix, Porta a Porta, Ballarò, Otto e Mezzo, Anna La Garofana, roba che Sircana stà andando dallo psicologo per complessi di inferiorità, visto che nessuno l’ha mai visto in faccia, e secondo alcune teorie negazioniste si tratta di Abu Alà..

Ronchi ex democristiano “migliorista” (come l’ex piduista Gustavo Selva o il magistrato Alfredo Mantovano) è il volto nuovo della nuova destra, una destra azzurra e poco nera (a parole almeno), una destra che guarda al centro e rischia di andare contromano, una destra con un leader che come Piercasinando ha d’aspettare che Bellachioma schiatti o rinunci.

 

Far rimpiangere Landolfi era arduo, ma ce l’ha fatta. Ronchi buu buu buu!!

 

Habiof




permalink | inviato da il 13/12/2006 alle 15:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
6 dicembre 2006
PIERCASINANDO, L'IDIOTA DEL MOMENTO


Ce l’ha fatta ad avere la ribalta.

Dopo essere entrato a casa Caltagirone (tra le ire dei colleghi centristi), dunque aver portato alla sua causa i 62 lettori italiani del Mattino e qualcuno in più del Messaggero, dopo aver tediato gli italiani con la sua moderatezza "scandita da parole pregne di sana inutilità", dopo le lezioni di quel galantuomo di Forlani, dopo esser stato l’autista di Bellachioma alias "una guida sicura", ora è pronto a guidare la CDL.
Anzi no.

 fatto è sempre quello : l’UDC prende il 7%, e per governare ce ne vogliono 51. La sua uscita (?) dalla CDL, è stata ben accolta da altre facce nuove della politica come De Mita, Gerardo Bianco, il Mastellone (si parla di una lista comune alle prossime europee), che lo accoglierebbero a braccia aperte, pronti come sono ad abbattere il bipolarismo rifacendo la gloriosa Democrazia Cristiana.

E allora Piercasinando? Cosa vuoi fare? Vuoi entrare nel Partito Democratico? Giocare a briscola con CiccioRutello, l’unico che ti può togliere lo scettro di re del pret-a-porter di Palazzo Chigi?

Potrebbe essere. Si è accorto dopo 12 anni che un grande partito moderato, post democristiano non può essere così moderato, perché c’è un ex piduista alla guida che si porta a spasso fascisti in piazza che blaterano slogan non proprio moderati sul Mortadellone.

Un po’ tardi forse, visto che anche nella "Disunione" pullulano le primedonne come Dalemone, CiccioBello, SubcomandanteFausto, Mastellone e tra un po’ arriva anche l’imperatore di Veltronia. Una poltrona per 12, l’unico a rotolare sarà (forse) Mortadella, gli altri si siederanno l’uno nel grembo dell’altro.

Ma ciò che è importante è che ora Pierferdy è conteso. Questa è la notizia. Magari non sarà mai Don Sturzo o De Gasperi, ma quel bel sorriso a 32 denti, quell’eloquio bolognese così quieto nello scandire le parole, chi non vorrebbe adottare un cagnolino così tenero?

Forse gli italiani, quelli che non C’entrano, che vogliono un bipolarismo. Saprà adattarsi il nostro eroe, a quei terroristi di Gennaro Migliore, Pino Sgobio e Vannino Chiti?

L’ipotesi migliore è quella proposta da Barenghi nella "Stampa", quella di uno scompaginatore del PD, e avverso a Mortadelle e sinistri, ma bisogna vedere se si porterà dietro il partito dei Cuffaro e Cesa, che a primo sguardo entrerebbero dopo due secondi in Forza Italia con voti siciliani annessi, e si parla di un 20% regionale!

Il rischio di imboccare un vicolo cieco è altissimo, ma stiamo parlando di uno che è una vita che aspetta e aspetta. Ma stavolta c’è una scadenza : le prossime europee. Se nascerà il Partito Democratico lui verrà tagliato fuori, essendo molto meno "laico" dei cattocomunisti (ricordiamoci che ha divorziato tramite "Sacra Rota" eh… e mica per una valletta, come quei mariuoli di AN, con Azzurra Caltagirone), dunque i suoi amici non gli perdonerebbero PACS, staminali o frequentazioni Vladimirlussuriose.

Intanto un passo avanti l’ha fatto, si presume. Lasciando in balia di sè stessi fascisti in doppiopetto e craxiani nostalgici. Avesse ascoltato a suo tempo Follini, magari potevano già rifare la democrazia cristiana, e risparmiarci il futuro tedio dell’ITALIA DI MEZZO, ennesima creatura inutile e 36esimo partito post-democristiano dopo CCD, UDEUR, CDU, UDC, UDP… Sdoganata Mani Pulite, ovvero un complotto di comunisti, volto a destabilizzare la corruzione italiana, che è legittima sia ben chiaro, anzi è cosa buona e giusta.

E altra cosa buona è stata rinunciare a quella bonarietà che lo contraddistingue, e schierarsi una volta tanto, con parole forti tipo "Se Berlusconi dice vediamoci, io ci vado come ho sempre fatto. Ma ormai la CdL non ha più senso per cui i vertici li facciano loro, li facciano Berlusconi, Fini e Bossi", oppure "Il ritualismo della Casa delle Libertà, come quello del palco di San Giovanni è una cosa che fa parte del passato e non di una prospettiva politica per il futuro". Massime di vita date da un grandissimo innovatore della politica.

Il capolavoro, al corteo della polizia. La piazza, aizzata da Fini, lo stordisce di insulti tipo "Boia" "Venduto" "Giuda", ma lui impassibile prima si difende ricordando la sua ostilità alla finanziaria e la sua lotta in parlamento, poi sferra l’uno-due "Per affermare la vostra dignità – con tono crescente e impavido - non dobbiamo solo difendere i fondi che la Finanziaria ha tagliato ma respingere al mittente l'iniziativa dissennata di proporre una commissione di inchiesta sui fatti di Genova: non è possibile che in questo paese i criminali hanno diritto di cittadinanza e gli operatori della sicurezza vanno sotto processo". Un’ovazione. Ha toccato le corde più sentite da quel pubblico, con quel tocco di populismo che in politica va via come il pane.

Ieri a Ballarò si è giustamente lamentato dei toni usati da Bellachioma, che lo tratta ancora come un vitellino scappato da Villa Arcore «Ha detto che avrebbe ammazzato un vitello grasso per il mio ritorno, ma che dovevo sbrigarmi. Beh, io questi richiami padronali non li accetto da nessuno. Li faccia agli altri, non a me». Coupe de theatre di Bellachioma, che spiega con tono mellifluo e accomodante che era solo un modo di dire, che lui non fa minacce (sic!), e la porta fino a Marzo è sempre aperta. UNO DEI PIU’ BELLI SIPARIETTI DEGLI ULTIMI ANNI, STILE "TORNA, CHISTA CASA ASPETTA TE!" al quale assistono attoniti un grande FurioColombo (che più volte ha distrutto Tremonti in maniera esemplare) e lo stesso Floris, che incalzava Casini con domande stranamente insinuanti e pungenti per un giornalista-soprammobile come lui.

                           
E ALLORA PERCHE’ E’ L’IDIOTA DEL MOMENTO?

A parte che potrebbe essere un’aggettivazione antropologica su di lui, e sul suo modo di fare politica (che è quello, per capirci dell’80% dei politici), Piercasinando sta perdendo il suo elettorato di piazza, il suo partito, e si è messo contro il boss e suoi giornali, senza avere certezza alcuna. Mastella da Ceppalonia fa sapere che non si dimetterà da ministro; Prodi ha il mal di pancia solo a pensare a un altro avvoltoio che lo voglia disarcionare; gli altri ragazzi sono intenti a fare i "Democratici", ma soprattutto se entra l’UDC, è molto probabile che esca la sinistra radicale e cada il governo. Il tutto mentre la CDL, o quel che ne resta, ha ritrovato una propria compattezza ed è decisa a darsi una ragione sociale con il "Partito Delle Libertà".

Pier rischia di rimanere a piedi. O di diventare una formica come l’amico Follini.

Se fonda un suo movimento "I Casinisti", magari avrà una seggiola, diversamente dovrà lavorare ancora per diventare statista.

Ma non c’è fretta. E’ancora un cinquantenne, ha circa 15 anni per diventare premier e 30 per diventare presidente. Poi si sa, in politica i figliol prodighi pullulano, se vuole tornare nella "Casa", Bellachioma, Bossi e Fini lo aspettano, e Ferrara e Guzzanti sono pronti con la spranga!!
                                                                                                                 
HABIOF.




permalink | inviato da il 6/12/2006 alle 15:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
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