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23 gennaio 2007
L’IDIOTA DEL MOMENTO : FASSINO, IL RAMBO RIFORMISTA.
 
Pierino:"Non siamo in crisi". "Stanno tentando di delegittimarci". "Non ci sciogliamo al prossimo congresso". "A congresso sì al confronto, ma si resti uniti". "Pacs? Si può trovare una soluzione". "Verso PD con forme di federatività".

Di tutto di più. Il mondo secondo Fassino. Il mondo visto all’alto di 1.90, ma sopra un corpicino da ballerino classico pallido e scipito.

Nasce da famiglia socialista lo stesso giorno in cui si forma la Repubblica Democratica Tedesca, ma i contatti reali con il comunismo finiscono qui.

"non sono mai stato comunista (…) mi sono iscritto al PCI contro il comunismo" (Sette, 1 novembre 2001). Però da comunista (o da liberale, fate voi) ha ricoperto tutte le cariche, fatto comizi, e scalato tutti i quadri fino alla segreteria. Poi la folgorazione al riformismo, al Craxi che "interpreta le domande di una dinamicità che cambia" e poi "la sfida con Craxi colse i comunisti (anzi i liberalcomunisti n.d.r.) impreparati e mise a nudo il loro ritardo nel misurarsi con la modernità". In effetti Berlinguer, come spiega Pierino non condivideva la modernità craxiana "Mi è capitato spesso di pensare a Berlinguer come a un campione di scacchi che sta giocando la partita più importante della sua vita: la partita dura ormai molte ore; sta giungendo alle battute finali e guardando la scacchiera il campione si accorge che, con la prossima mossa, l’avversario gli darà scacco matto. Ha un solo modo per evitarlo: morire un minuto prima che l’altro muova".

In effetti Berlinguer è morto prima dello scaccomatto di Bettino, stravincendo in modo imbarazzante tutte le elezioni precedenti, e riuscendo anche a vincere da miglior vita : il 17 giugno dell’84, pochi giorni dopo la sua morte, alle elezioni europee l’Italia commossa onorava lo statista sassarese decretando la prima sconfitta democristiana. Quel Berlinguer che ancora parlava di salari, di pensioni, di scala mobile. Ma quel 33% di italiani non avevano capito la modernità di Craxi, e non avrebbero capito in seguito perché il nuovo riformismo deve allungare le mani nelle tasche dello Stato, e perché il nuovo riformismo deve fuggire con la coda tra le gambe in lidi esotici.

Torniamo all’aspirante statista, una delle figure si spicco del riformismo attuale. Un grande statista, rispettato da tutti, riconosciuto per la sua astuzia, capacità, definito il migliore della sua generazione, quello che sta rivoluzionando la politica estera italiana. Ah no, scusate è D’Alema.

Un gran personaggio, che cultura, si intende di musica, di arte, fa anche il Dj e ha doppiato un cartone animato. Poi è molto gioviale e rassicurante, un kennediano con il cuore d’oro, avete sentito i progetti per debellare la fame nel mondo? Roma è difficile da gestire e lui sta facendo… Capperi, scusate ancora, questo è Veltroni!

Ora che è uscito dai DS andrà al tavolo dei volenterosi e si farà sentire, che grande economista questo… questo Nicola Rossi. Ho toppato ancora.

Guardando il titolo del post mi sto accorgendo che devo parlare di Fassino. Ma perché tocca a me? Non ne hanno voglia gli altri e lo devo fare io? Ma poi chi è questo Fassino, cosa fa nella vita? Il segretario? E dove? Lo posso raccomandare a mio zio, ha troppe scartoffie nella scrivania.

Ah ecco, è il segretario del maggiore partito della sinistra. O di ciò che ne rimane. E ciò è tutto merito di questo "galantuomo piemontese", a quanto dice un suo simpatico conterraneo.

I DS negli ultimi cinque anni, da quando Pierino è segretario prendono il 16-17%, una percentuale vicina al socialismo moderno craxiano e circa la metà del PCI di Berlinguer, che non era così moderno da governare con un 10%. Il partito è rimasto cinque anni in stasi, una lunga pausa di riflessione, nella quale come sostiene Nicola Rossi, non è stato avviato nessun dibattito ideologico, eccetto uno : il Partito Democratico. Questo protopartito, nelle intenzioni verrà creato da Fassino e Rutelli, due uomini all’avanguardia che fecero il botto nel 2001 : l’Italia decise che preferiva Bellachioma, e li lasciò malinconicamente a briscolare.

Ora però che si fa sul serio, Fassino è circondato da mille problemi.

Veltroni, dopo la lunghissima vacanza a Veltronia è pronto a ritornare. D’Alema ha scontato il giubilo post-governativo e ora si è ripreso il partito con gli interessi, e mette parola anche sull’arredamento del futuro PD. Mussi minaccia, Bersani bersaglia, Rossi sobilla, Angius col mal di pancia e in mezzo uno spaventapasseri. Qualcuno pensa che è meglio che si limiti a questo : l’ultima volta al telefono con Consorte stava per fare un pasticcione. Un errore di valutazione : voleva essere craxiano fino in fondo, ma di Cinghialone ce n’è uno solo, e tutt’al più è sopportabile prenderti uno stalliere scomodo e corrompere guardie di finanza, ma non conversare amabilmente al telefono.

Il partito, lacerato, si risveglia dopo la catarsi, e Fassy guarda spaurito a destra e a manca. A manca la sinistra radicale con a capo Mortadella ha stravinto a Caserta. A destra Morando & C. non ne hanno più tanta voglia di prese per il cuneo sulla politica economica. Turco e Melandri sono folgorate dal fascino del baffo. Luca Cordero di MonteMieli aspettano Veltroni. Resta solo CiccioBello. E’lui il suo vero e unico amico. Hanno affrontato assieme tante battaglie perse, e vogliono perdere anche la prossima :

CICCIO "Piero entriamo nel PPE?"

FASSY "Ma aspetta un pochino Ciccio, noi abbiamo il doppio dei vostri voti, poi lo sai come sono Salvi e Mussi…"

CICCIO "Ma fregatene, riscopri le tue radici, in fondo il PCI era Moro col colbacco"

FASSY "Per bacco, Ciccio mi hai convinto, andiamo a farci una cicoria assieme?"

CICCIO "Volentieri, viene anche Marini"

FASSY "Chi Valeria?"

E’la resa dei conti. Dai che ce la fai Piero. Tu e Anna avete già prenotato il loaft Democratico in Via dei Popolari n. 2007, e siete in gran bella compagnia : Barbara e Francesco che servono gli aperitivi, Massimo e Walter che fanno gli spiedini alla griglia, Livia e Giovanna che prendono il sole nella sdraio, Romano che fa cyclette (ah le vecchie abitudini…). Poi gli ospiti : Luca, Paolo e Carlo chiedono di te, poi stanno per arrivare Fausto e Lella con Oliviero (hanno fatto pace : dopo essersi scontrati nel parcheggio hanno deciso di fare un "Sinistro Europeo", con annessa constatazione amichevole), e in serata ci raggiunge Silvio con la claque. Che vita questi democratici. MA A CHE PRO’-DICO IO!
Habiof




permalink | inviato da il 23/1/2007 alle 11:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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